E’ notte. Al blocco 10 c’è chi dorme e chi si lamenta, chi ricorda i propri cari da cui è stato separato e li rivede come in un acquario…come in certe scene di sogni…, c’è chi ripensa al passato e chi ha gli incubi, grida e sveglia i vicini. Edith sembra impazzita, dilaniata dalla disperazione, continua a chiamare la madre e la sorellina. A volte, prima, di notte, nonostante i divieti, usciva per incontrarle, ma una sera è tornata sconvolta. Le compagne la consolano, cercano di capire che cosa è successo dalle sue frasi smozzicate… ma in quel luogo niente ha senso. Fuori si sentono i latrati dei cani e quelli degli aguzzini che, nel comandare, sembrano dar vento ad una rabbia di secoli…
Uno stridio annuncia l’arrivo di un nuovo carico, si odono ordini e colpi. I colpi, con cui vengono accolti i nuovi arrivati, sono una cosa così insensata che i poveretti non provano dolore né nel corpo né nell’anima. Solo uno stupore profondo. E poi la prima selezione. I suoni e i rumori esterni provocano ricordi violenti nei ragazzi all’interno della baracca. Molti sanno di essere giudicati inutili, incapaci di lavorare quanto richiesto, di essere bocche superflue da eliminare al più presto, all’arrivo di altra merce ritenuta avariata, scadente, piagnucolosa…..fetida . Accanto ai ragazzi ed ai bambini kapò spietati e gerarchi insoddisfatti o dubbiosi.
Questo il contenuto del testo che Il Grillo presenta quest’anno per celebrare la Giornata della Memoria e ricordare la Shoah dei ragazzi e dei bambini che Himmler “ non si sentì autorizzato a lasciar crescere, perché sarebbero diventati dei vendicatori” dei persecutori nazisti. Un milione nei campi, un numero incalcolabile all’interno dei ghetti in cui fame e sovraffollamento provocarono l’insorgere di malattie epidemiche.